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C'è chi diceva "sei ciò che mangi", io sono ciò che faccio. PS Il mio nome? Si pronuncia SUAFCA. Inutile chiedersi per cosa sta la G...

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sabato, maggio 06, 2006

Ho traslocato

Questo blog si è spostato su Marketingdelvino.it
Resterà attivo per motivi di archivio.
Vieni a vedere la nuova versione del blog su www.marketingdelvino.it - troverai link, risorse utili, l'area download e la sezione "Speciale tesi" per chi è alle prese con la tesi di laurea in marketing del vino.

giovedì, aprile 20, 2006

C'è un'azienda italiana tra le più "performanti" negli Stati Uniti

Sono uscite in questi giorni le ultime ricerche dell'IRI dalle quali risulta che la Cavit è tra le 30 aziende che hanno avuto la migliore performance negli Stati Uniti quest'anno. Una notizia ancora più positiva visto che:
1) Cavit si trova addirittura al 2° posto su 30 aziende
2) Le altre 29 aziende sono tutte californiane o comunque statunitensi + 4 australiane e una tedesca. Insomma, nessuna azienda francese.

Quali sono stati i criteri per questa classifica?
L'aumento delle vendite a volume, la velocità di crescita delle vendite, l'efficacia del merchandising, i profitti realizzati e altro ancora.

Confermato il primato di Twin Fin come lancio di maggiore successo (stavolta il criterio erano le vendite a valore nel 2005), etichetta di cui avevo già parlato.
Foto di Daniel West

lunedì, marzo 13, 2006

Dimmi che vino bevi, e ti dirò quanto spendi a cena... (esclusi i vini!)

E' uscita proprio in questi giorni una ricerca americana della NPD sulle abitudini nei consumi di alcolici e la loro correlazione con il conto medio a cena.
Ad esempio è emerso che chi non beve vino, spende circa 12.00 dollari per la cena; chi beve vino rosso, di media spenderà il doppio per la cena (escluso il vino!) e chi beve vino bianco spenderà una via di mezzo.
Un'altro risultato interessante è che chi beve vino al ristorante prenderà il dolce con maggiore probabilità di chi il vino non lo beve.
Inoltre, se la birra è ancora la bevanda alcolica preferita a pranzo (55%), scende al 45% a cena, dove la fanno da padroni vino e cocktail.
Foto di Samantha Villagran

domenica, marzo 12, 2006

Dynasty: grossi investimenti in Cina per aumentare la produzione

Dynasty Fine Wines Group Ltd, la joint venture franco-cinese nata negli anni '80 (forse il nome era stato ispirato proprio alla mitica saga televisiva americana???) ha annunciato grossi investimenti con l'obiettivo di aumentare la propria capacità produttiva.
Già tra i maggiori produttori vitivinicoli cinesi (insieme a Changyu, Great Wall e Tonghua detiene il 60% del mercato) prevede di investire 40 milioni di euro per aumentare del 40% la sua porduzione, passando da 50mila tonnellate l'anno, a 70mila entro la fine del 2008. Tutto ciò si colloca nel quadro di una performance finanziaria già molto forte segnata anche dalla quotazione nella borsa di Hong Kong a partire dal gennaio 2005 - da notare che il 26% del capitale appartiene a Rémy Cointreau, uno dei due maggiori azionisti insieme a Tianjin Development Holdings LTD.

L'ampia produzione della Dinasty è diversificata per soddisfare le diverse esigenze dei consumatori, fornendo 50 tipologie di vini con diversi posizionamenti di prezzo e suddivisi in 4 categorie principali: vini rossi, bianchi, spumanti e brandy. Tra gli obiettivi prioritari l'estensione della propria rete di vendita nella provinca di Guangdong a su del paese, ma nulla ho trovato su eventuali espansioni nei mercati occidentali...

Fonti Vitisphere e Dynasty

sabato, marzo 04, 2006

Vini spagnoli: ultimi dati per vendite interne ed export

Mentre in Spagna calano nuovamente le vendite nel mercato interno, aumentano a valore le esportazioni.

Nel 2005 le vendite interne nel mercato spagnolo si sono ridotte del 4,4%, un ribasso in gran parte trainato dalla contrazione nell'Horeca(-5,9%) che rappresenta tuttora i volumi maggiori (il 58,5% del vino spagnolo viene consumato fuori casa. Da segnalare poi lo spostamento delle preferenze dei consumatori dai vini da tavola a favore delle denominazioni d'origine (+7,8%), sia nei consumi domestici che in quelli fuori casa. Ne consegue quindi quella riduzione delle quantità a favore della qualità che è un fenomeno già noto nel nostro mercato.

Al tempo stesso le esportazioni spagnole nel 2005 crescono a valore (+1,25%) parallelamente a una diminuzione a volume (-1,7%), pur avendo ancora un prezzo medio del vino esportato pari a 1,09 euro a litro.
Anche qui, fondamentale il ruolo dei vini imbottigliati, e in particolare i bianchi che raddoppiano a valore.
Tra i mercati principali dell'export spagnolo sono ai primi posti: Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti ma anche Francia, che insieme assorbono il 50% delle esportazioni spagnole a valore, mentre a volume in testa a tutti troviamo Francia, Germania, Portogallo e Gran Bretagna.

Via Vitisphere 1, 2

mercoledì, marzo 01, 2006

Cresce la spesa pubblicitaria per vino e alcolici in Cina

Mentre la crescita degli investimenti pubblicitari che si è verificata negli ultimi anni in Cina comincia a rallentare, nel 2005 c'è stata un'impennata della spesa pubblicitaria per vino e altri alcolici. Tra i fattori determinanti, la riduzione dei dazi di importazione sugli alcolici che ha attirato gli investitori stranieri.

Vino e alcolici si inseriscono così in un paniere più ampio di prodotti fortemente pubblicizzati, appartenenti tutti alla categoria "beni di lusso!, che puntano a sfruttare lo stile di vita filo occidentale che si sta sviluppando nella nascente classe media.

I media in cui si spende di più sono televisione e carta stampata, anche se quest'ultima sta perdendo posizione (-1%) a vantaggio di radio, tv (+19%) e pubblicità esterna (+79%).

Via WineIndustryReport

lunedì, febbraio 27, 2006

Miwine a Los Angeles insieme a UnionCamere Campania

Mentre io tiferò - come non mi è mai capitato finora - George Clooney per Syriana e Good night, and Good Luck, segnalo la presenza di MiWine e UnionCamere a Los Angeles, a supporto di un'altra nomination, quella che si è guadagnata La Bestia Nel Cuore.
In una 3 giorni che coinvolgerà giornalisti e buyer statunitensi, e gli stessi protagonisti di La Bestia nel Cuore, verranno organizzate degustazioni e altri eventi per promuovere il vino campano a Los Angeles, e al tempo stesso sottolineare l'internazionalità del MiWine nell'edizione 2006.
Con tutti i pareri dubbi circa la manifestazione milanese che ho sentito in giro mentre camaleontica presenziavo a convegni o degustazioni, riusciranno nell'impresa? Se vincerà "La bestia nel cuore", potrà scattare anche quel processo di transfert emotivo per cui tutti i produttori si riconosceranno improvvisamente nel MiWine?
Thumbs up per il vino campano. E per il MiWine... A quanto pare, a parte George Clooney, ho un altro motivo to look forward to the Academy Awards!

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